Il paradosso del Comma-22

Nella vita quotidiana incontriamo spesso il paradosso del “Comma 22“. Se dimentichiamo le chiavi nell’automobile chiusa, ci troviamo nella situazione paradossale nella quale per aprire l’automobile dobbiamo prima aver aperto l’auto per recuperare le chiavi.

Un altro caso abbastanza diffuso è quello del colloquio di lavoro nel quale per essere assunti ci viene richiesta l’esperienza che non abbiamo perché non stiamo ancora svolgendo quel lavoro.

Il caso più celebre è quello del militare pazzo che richiede una valutazione psichiatrica per dimostrare di essere pazzo e quindi essere esonerato dal servizio. Ma se è in grado di rendersi conto di aver bisogno ci una valutazione, allora non può essere ritenuto pazzo. E’ questo il “comma 22“.

Comma-22” è il titolo di una romanzo di Johseph Heller che sin dal momento della sua pubblicazione ha rappresentato una feroce critica alla guerra. Al punto che l’espressione “Comma 22” è entrata nell’immaginario collettivo come sinonimo dell’assurdità di tutti i conflitti. Ambientato in Italia durante la Seconda guerra mondiale, il libro racconta la storia di Yossarian, antieroico bombardiere americano, ossessionato dall’idea che migliaia di nemici sconosciuti, ai quali personalmente non ha fatto nulla, vogliano porre fine ai suoi giorni senza un reale motivo. 

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L’autobus 37

Per la memoria dei bolognesi, insieme all’orologio fermo alle 10:25, l’autobus “37” è il simbolo della strage del 2 agosto 1980. Il 37 rappresenta la reazione spontanea che la città di Bologna seppe dimostrare in uno dei momenti di più grande dolore della sua storia recente.

Nell’imminenza dello scoppio della bomba, il bus fu distolto dal servizio della linea 37 per trasportare prima alcuni feriti in ospedale poi i morti della strage in una lunga spola fino a notte fonda tra la stazione ferroviaria e gli obitori cittadini. Ben presto, infatti, tutte le ambulanze a disposizione furono dedicate al trasporto delle centinaia di feriti, anche molto gravi; per questo, il bus fu attrezzato come improvvisato carro funebre: fu rimosso il mancorrente della porta centrale per consentire il carico delle salme, alcuni tranvieri in servizio nel piazzale si adoperarono per collaborare con Vigili del fuoco e sanitari nelle operazioni di soccorso, conducenti guidarono per ore sentendo quel compito come un dovere civico in un momento così tragico.

Il Fiat 421 A matricola 4030, con oltre 777.000 chilometri al suo attivo, ha attraversato la storia degli ultimi 45 anni del trasporto pubblico bolognese, essendo stato prodotto dalla Menarini e immatricolato nel lontano 1973 sotto l’allora Atm, poi divenuta Atc, azienda al cui servizio ha operato lungo tutti gli anni ’80 prima di essere “pensionato” come cimelio nella collezione aziendale, per essere in seguito valorizzato ancora come patrimonio di memoria storica con l’avvento di Tper.

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Ingenui, Ignari e impreparati

Secondo l’85 per cento dei direttori della sicurezza informatica, il maggiore rischio per le aziende è costituito proprio dagli attacchi di tipo phishing o da quelli che prevedono la compromissione delle mail di lavoro (Bec, Business email compromise).

In questo scenario, l’onere della protezione dell’azienda viene ribaltato direttamente su chiunque disponga di accesso ai sistemi informatici, imponendo maggiori investimenti sulla formazione dei dipendenti e sull’educazione a un comportamento attento e responsabile.

Occorre introdurre il concetto di cultura del rischio. La sicurezza informatica deve diventare una componente centrale delle strategie aziendali, dal momento che i dati messi a rischio possono avere un impatto diretto sulla produzione.

Una indagine condotta da Proofpint ha fatto emergere che il 52 per cento delle aziende italiane ha subito almeno un attacco informatico nel 2019. Nel 41 per cento dei casi gli attacchi sono stati molteplici. Ma di questi, solo una delle tipologie riscontrate è rivolta alle infrastrutture e riguarda gli attacchi che mirano a rendere inaccessibile una risorsa collegata a Internet.

Più pericolose rispetto alla protezione degli asset aziendali sono invece le altre tipologie di attacco riscontrate, che mirano più specificamente a sottrarre informazioni o condurre truffe: phishing (39 per cento), compromissione delle caselle di posta elettronica (28 per cento), furto di credenziali o minacce interne (22 per cento), compromissione di account cloud (15 per cento) e ransomware (13 per cento). Si tratta di attacchi che possono avere un impatto finanziario e sulla reputazione devastante per le imprese, sottolinea lo studio.

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Il Mobility Manager

Il mobility manager è chiamato a organizzare e gestire il piano degli spostamenti tra la casa e il luogo di lavoro dei dipendenti di una società.

Il Decreto Rilancio (D.L. n. 34 del 19 maggio 2020) ha stabilito che le imprese con singole unità locali con più di 100 dipendenti ubicate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia ovvero in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti devono: 

  • prevedere entro il 31 dicembre di ogni anno un piano degli spostamenti casa-lavoro (PSCL) del proprio personale dipendente 
  • nominare un responsabile della mobilità aziendale (Mobility Manager) per fornire un supporto professionale continuativo alle attività di decisione, programmazione e gestione delle migliori soluzioni di mobilità sostenibile dell’impresa 

Queste misure per incentivare la mobilità sostenibile sono finalizzate a favorire il decongestionamento del traffico e contribuire alla riduzione delle emissioni negli spostamenti casa-lavoro. 
Il provvedimento amplia quindi l’estensione di quanto disposto dal Decreto del ministero dell’Ambiente del 27 Marzo 1998  e stabilisce la prossima pubblicazione di ulteriori decreti ministeriali con cui verranno definite le modalità attuative di tale disposizione. 

«Al fine di favorire il decongestionamento del traffico nelle aree urbane mediante la riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale, le imprese e le pubbliche amministrazioni […] con singole unità locali con più di 100 dipendenti ubicate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia ovvero in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti sono tenute ad adottare, entro il 31 dicembre di ogni anno, un piano degli spostamenti casa-lavoro del proprio personale dipendente finalizzato alla riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale nominando, a tal fine, un mobility manager con funzioni di supporto professionale continuativo alle attività  di decisione, pianificazione, programmazione, gestione e promozione di soluzioni ottimali di mobilita’ sostenibile».

DECRETO-LEGGE 19 maggio 2020, n. 34 

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Superare le plastiche

I classici anelli di plastica utilizzati per le confezioni da sei di birra hanno i giorni contati. La start-up E6PR ha realizzato un packaging fatto da anelli biodegradabili ottenuti da grano e orzo, perfettamente ingeribili dagli animali e degradabili nel giro di quindici giorni nel caso in cui dovessero essere abbandonati per strada.

I famigerati anelli di plastica per la birra sono solo un esempio dei materiali che spesso finiscono per inquinare i nostri mari. Il rischio, nel caso degli anelli plastici, è doppio visto che possono intrappolare gli animali agendo come vere e proprie ragnatele e possono anche essere ingeriti dai pesci finendo per intossicare la catena alimentare.

L’inquinamento da plastica e microplastica è uno dei problemi più noti a livello globale ed è una tematica a cui moltissimi paesi ed aziende stanno cercando di porre rimedio con azioni concrete: l’UE ha avviato  un programma per assicurarsi che tutti gli imballaggi utilizzati nei paesi della UE siano riutilizzabili o riciclabili entro il 2030, McDonald promette di  utilizzare solo imballaggi riciclati o provenienti da una filiera sostenibile certificati, l’Inghilterra sta per testare bustine di tè (contenenti polipropilene) completamente biodegradabili. Ora anche gli anelli biodegradabili della birra potranno contribuire a ridurre l’inquinamento da plastica.

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Abitare Collaborativo

I vantaggi dell’Abitare Collaborativo sono moltissimi sia per la sfera individuale che collettiva, producendo impatti positivi sulla società e sul territorio e delle comunità locali.

In Trentino stanno nascendo numerose esperienze e proposte di Cohousing.

E’ ormai ampiamente dimostrato che l’abitare collaborativo nelle sue diverse dimensioni di cohousing, coliving ed ecovillaggi migliora la qualità della vita perché semplifica la conciliazione vita-lavoro nella nostra quotidianità grazie alla “progettazione partecipata” di comunità intenzionali in cui, l’alternanza di spazi privati e ambienti comuni, agevolano le persone ad avere uno stile di “buon abitare” che riduce le spese, migliora fiducia e collaborazione reciproca e attiva forme di solidarietà ed aiuto vicendevole. Esattamente l’opposto dell’isolamento o della conflittualità che caratterizzano la “bassa qualità di vita relazionale” sperimentata dai molti che oggi vivono sia in condominio che in residenze private ad alto comfort abitativo.

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GreenApes, il social della sostenibilità

C’è chi si scatta un selfie in riva al mare, per poi postarlo sui social ed aspettare i graditi like e commenti. E c’è invece chi fa la raccolta differenziata, posta la foto del risultato su GreenApes, il nuovo social network dedicato interamente ad uno stile di vita ecosostenibile.

Su GreeApes chi compie azioni virtuose e piene di ispirazione viene premiato. Il funzionamento è piuttosto semplice: basta iscriversi, anche loggandosi da Facebook.

Si possono postare buone azioni (come per esempio: oggi ho acquistato un prodotto sfuso) ma anche proposte e pensieri ecosostenibili. Ogni post oppure azione effettuata consente di guadagnare dei BankoNuts, veri e propri punti per far crescere il proprio profilo, ma non solo.

I BankoNuts sono pensati per essere spendibili anche nel mondo reale, così da convertire le proprie azioni verdi in veri e propri buoni acquisto.

Le aziende e le amministrazioni pubbliche possono sfruttare il network di GreenApes per riconoscere e certificare alcune azioni ritenute particolarmente virtuose. Nel caso del Comune di Parma, il settore Mobilità ha deciso di utilizzare GreenApes come strumento di certificazione dei km percorsi in bicicletta per gli spostamenti casa-lavoro. La certificazione di questi dati attraverso GreenApes consentirà al Comune di riconoscere agli interessati il contributo di 20/€cent al Km messo a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna.

La misurazione dei Km può avvenire attraverso specifiche app, come UP2GO startup nata per la gestione del car-pooling (attualmente poco praticato per effetto del Covid-19) ma allargate alla certificazione dello smartworking, del bike-to-work e del walk-to-work.


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La coscienza Green del Business

Le aziende e il business stanno virando verso una nuova coscienza green. Nonostante il negazionismo di Donald Trump e di altri politici, l’opinione pubblica che conta per il business (quella che determina le scelte di consumi) si sta orientando a premiare quelle aziende che sviluppano prodotti ecosostenibili.

Una ricerca del Corporate Energy & Sustainability Progress Report presentata da Schneider Electric ha evidenziato che la questione ambientale è uno dei principali driver dei programmi di sostenibilità e gestione energetica delle grandi aziende (51,5%) e che il cambiamento climatico è considerato il principale rischio a cui far fronte per quanto riguarda la scelta di come rifornirsi di energia e altre risorse (58%).

Nelle aziende il top management sta iniziando a capire chiaramente che la lotta al cambiamento climatico porta vantaggi: migliore reputazione, nuovi prodotti e servizi e potenziali vantaggi dagli investimenti in quest’area. La percezione del pubblico è un fattore che spinge a investire in energia sostenibile, tenendo in mente in primo luogo i vantaggi per il brand e la sua reputazione (50%) e la possibilità che questo sia un vantaggio competitivo (47%).

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