In solitaria competizione

Lo scorso 16 maggio, presso la König Gallery di Berlino è stata inaugurata Short Story, una installazione che si compone di una sola opera immersiva, realizzata all’interno della navata centrale della galleria si compone di pochi elementi. 

Entrando nell’enorme sala è riprodotto un uomo anziano, seduto su una sedia a rotelle. È fermo, come se stesse dormendo e non dovessimo disturbarlo. Poco oltre, si apre una riproduzione quasi a grandezza naturale di un campo da tennis con il tipico suolo rosso mattone e le linee del campo bianche, come se fosse una proiezione della mente dell’uomo. In una metà campo c’è un giovane ragazzo che tiene in mano una coppa e dà le spalle al suo avversario, nell’altra metà del campo, che è sdraiato al suolo, forse dalla fatica, che ha lasciato cadere di fianco a sé sia la racchetta che la pallina. Tutte e tre le statue sono state realizzate in marmo e poi dipinte di bianco, colore che brilla sotto i fari che puntano esattamente nella loro direzione.

Gli artisti Elmgreen & Dragset hanno creato quest’opera per farci riflettere su diversi temi. Ovviamente il campo da tennis rimanda al mondo delle competizioni sportive, e l’esatto momento rappresentato dai due artisti sembra volerci ricordare che c’è sempre un vincitore e un perdente. Ma solo nel gioco? O anche nella vita?

Il tennis è considerato uno sport per le classi più agiate e l’intenzione è propbabilmente proprio quella di rappresentare una società perennemente in competizione, in cui non esiste il gioco di squadra.

Adottare una mucca

Per resistere alla crisi, gli allevatori di Costalta (BL) hanno offerto le loro mucche in adozione. E l’idea a funzionato alla grande.

L’adozione ha lo scopo di supportare gli allevatori e preservare le aziende agricole che allevano un numero limitato di mucche. Queste piccole realtà sono in difficoltà per i costi elevati ed i tanti sacrifici necessari per mantenere l’alta qualità dei loro prodotti.

E’ nata così l’idea degli allevatori di dare in adozione i loro animali, così da far conoscere queste realtà e promuovere i loro prodotti.

Chi vuole adottare una mucca, può sceglierne una tra quelle presenti sul sito web della Cooperativa Peralba: quella più simpatica, o che colpisce più delle altre. Per ogni mucca sono indicati i dati e le caratterstiche. L’età è una informazione che non differenzia ciò che producono. Una mucca più matura produce più latte in quanto di norma è stata più volte “mamma“…

E’ possibile adottare una mucca per un mese, sei mesi o anche un anno.
Durante un anno solare, i prodotti ricavati dal latte sono influenzati da ciò che gli animali mangiano e dove mangiano. In un anno sarà quindi possible percepire il cambiamento dei sapori dei prodotti realizzato con il loro latte..

L’idea si è rivelata talmente geniale, che tutte le mucche al momento disponibili sono state adottate!

Il Museo della Filosofia

Nelle città del mondo esistono musei di ogni genere. Esistono musei di arte antica e moderna, di storia naturale e di scienze fisiche e chimiche. Musei dell’uomo, del giocattolo, del design, dell’abbigliamento, del cinema, dell’automobile, del sesso, e persino uno (a Roma) delle anime del Purgatorio. Della filosofia, però, sembra che ci si sia dimenticati.

Il Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano intende colmare questa lacuna, dando vita al primo Museo della filosofia. Obiettivo del museo è quello di illustrare le più importanti teorie e domande filosofiche in forme concrete e giocose, rendendole comprensibili attraverso attività, simulazioni, video e giochi, come nella tradizione consolidata dei musei della scienza che si trovano ormai in molte grandi città del mondo.

Molti hanno conosciuto la filosofia esclusivamente attraverso lo studio dei manuali, che non soltanto sono spesso difficili e poco accattivanti, ma talvolta sono anche all’origine di un fraintendimento che nella cultura italiana è particolarmente diffuso.

Nessuno ritiene che la fisica sia la storia del pensiero di Galilei, di Newton o di Einstein; lo studio storico-manualistico del pensiero filosofico è invece spesso causa di una falsa identificazione tra i filosofi e la filosofia: tra le teorie di Aristotele, di Kant, o di Hegel, e la natura stessa dei problemi filosofici.

Il museo vuole porre l’attenzione sulla specificità e sull’autonomia di questi problemi, rendendoli percorribili attraverso prassi interattive che si avvalgano di giochi, video, esperimenti e simulazioni, come nella tradizione consolidata dei Musei della Scienza. I visitatori saranno introdotti a grandi domande filosofiche: Chi sono io? Esiste il libero arbitrio? Esistono valori morali oggettivi? Esiste un mondo al di fuori di come lo percepisco? E che cosa significa davvero ‘percepire’?

Bike to Work

L’Emilia-Romagna si prepara alla fase 3 mettendo a disposizione incentivi per l’uso della bicicletta nelle città e allargare la platea dei beneficiari di contributi statali per le due ruote, indicati nel Decreto Rilancio del Governo.

Una serie di finanziamenti fino al 70% per realizzare corsie riservate al trasporto pubblico locale e per realizzare piste ciclabili, installare rastrelliere ed evitare furti durante la sosta e altre misure per rendere agevole muoversi sulle due ruote in città. E poi rimborsi fino al 60% del costo sostenuto per l’acquisto di bici e altri veicoli elettrici per i cittadini dei Comuni firmatari del Pair esclusi dal ‘bonus statale’.

Sono previsti incentivi chilometrici fino a un massimo di 50 euro al mese, ai lavoratori che scelgono le due ruote per andare in azienda, e fino a 300 euro agli abbonati ferroviari per comprare la bici pieghevole.

Etica dell’autocertificazione

In tempi di pandemia da COVID-19, dove tutto è confuso e instabile, ci troviamo a dover sempre scegliere che vita vivere. Citando in maniera semplicistica Kierkegaard, dobbiamo valutare l’opzione di una vita estetica o, al contrario vivere eticamente. Se da un lato ci troviamo di fronte alla scelta di una vita senza imposizioni, libera, fatta di aperitivi e cene in compagnia, dall’altro ci si pone il dubbio di cosa si debba oggi intendere per scelta etica.

Kierkegaard
Kierkegaard

Fino a pochi mesi fa, la scelta etica sarebbe stata inclusa tra quelle scelte che hanno come principio cardine la libertà. Ma adesso, alla luce dei fatti non sembra essere così.

La vita etica oggi, sembra essere diventata, o forse si è trasformata, nella vita che rinuncia alla scelta stessa per farsi inglobare all’interno di uno spazio fatto di un solo obbligo: stare a casa. Ovviamente è possibile rivendicare quel piccolo spazio in cui è lecito esercitare la propria libertà, ma consapevoli del fatto di apparire come eticamente scorretti.

Oggi l’unico modo per realizzarsi come individui e dunque, ritagliarsi uno spazio per determinarsi, per quanto gravoso possa essere è la scelta autocertificante.

Ma fino a che punto può uno Stato democratico limitare la libertà di scelta, o peggio, lasciare delle caselle di default per scegliere? Stando ad un tentativo di rilettura della visione dello stato hegeliano, tutto ciò, probabilmente, sarebbe lecito.

Secondo Hegel, infatti, lo Stato è il momento più elevato dell’«eticità», la suprema determinazione dello spirito oggettivo. Però Hegel, in questo caso, si riferisce ad un modello di Stato probabilmente (o forse no) ormai superato, ovvero allo Stato moderno, da lui inteso come un organismo, o meglio, una «totalità etica», nel quale libertà individuale senso di appartenenza al tutto trovano una sintesi: da una parte, lo Stato dovrebbe garantire il diritto alla proprietà e alla libertà individuale, dall’altro, tramite le leggi, esprime la volontà universale, nella quale i cittadini si devono riconoscere. 

Hegel
Hegel

L’aspetto sicuramente interessante che sembra delinearsi è che, tramite due obblighi, ovvero lo stare a casa e la necessaria autocertificazione si realizza esattamente la sintesi hegeliana di libertà individuale e senso di appartenenza al tutto. Se è così, solo nel momento in cui riconoscerò l’appartenenza a quel sistema di valori che vanno oltre i colori di partito, solo quando mi sentirò componente attiva dello Stato, la mia scelta diventerà etica. Infatti, il mio bene deve sintetizzarsi con quello dell’altro. Non una realizzazione del sé ma del noi

La conservazione dell’intero deve necessariamente avere la precedenza sulla conservazione del singolo, e tutti dovrebbero avere un tale modo di sentire. Pensiamo a coloro i quali stanno sacrificando loro stessi, la loro individualità, la loro famiglia per il bene comune. 

E, stando sempre ad Hegel, lo Stato impone doveri, ma ha bisogno che essi siano riconosciuti dai cittadini. E, in realtà, noi li abbiamo accettati. Abbiamo condiviso la scelta autocertificante accettando quel sistema di valori. È vero che li abbiamo accettati quando abbiamo avuto paura, ma ricordiamoci che non abbiamo avuto paura dello Stato, ma per la vita. Ci siamo fondamentalmente ritrovati nella stessa condizione del servo hegeliano. 

V.V. Kandinskij, "Cerchi in un cerchio"
V.V. Kandinskij, “Cerchi in un cerchio”

Ora siamo nella FASE 2, dove ci stiamo dimenticando della paura e di tutto il dolore e vogliamo, a tutti i costi, scegliere per noi stessi, dimenticandoci della fiducia accordata precedentemente. Come il servo hegeliano riavremo ciò che più vogliamo e desideriamo, la libertà individuale, ma non credo che quel momento sia adesso. Dovremmo avere il coraggio di scegliere l’unica cosa che vale la pena scegliere in una pandemia, che, un domani, auguriamoci il più vicino possibile, renderà la nostra scelta libera ed etica: la fiducia

Storie di noi

Johan Deckmann è un artista particolarmente presente su Internet e in particolare su Instagram. Le sue creazioni, con i suoi incisivi slogan sui libri (oltre a dischi, valigie e scatole), sono diventati virali.

Le sue opere catturano pienamente i nostri pensieri, i nostri sentimenti e tutta la nostra cultura contemporanea. Una parte umoristica, due parti sartoriali e un milione di parti veritiere. Sono un riflesso della società contemporanea.

Culture on demand

Il Ministro ai Beni Culturali ha annunciato che il suo dicastero sta ragionando sulla creazione di una piattaforma italiana che consenta di offrire l’accesso a tutto il mondo la cultura italiana a pagamento. Una sorta di Netflix della cultura, che può servire in questa fase di emergenza per offrire i contenuti culturali con un’altra modalità.

E’ probabile infatti che l’offerta online continuerà a ricevere interesse anche dopo il termine dell’emergenza. L’idea è anche quella di rendere possibile la partecipazione online ad ad eventi come quello della Prima della Scala.

Il ministro Dario Franceschini intervenendo al programma condotto da Massimo Gramellini su Rai3 ha spiegato che in queste settimane di lockdown si è compresa fino in fondo la potenzialità enorme del web per la diffusione dei contenuti culturali. Abbiamo rilevato una esplosione di voglia di cultura e creatività che rappresentano la base di partenza per sviluppare un progetto più strutturato.

Il turismo vale il 13% del PIL ed è un settore sul quale l’emergenza coronavirus ha avuto un impatto enorme. Ci vorrà del tempo prima che il turismo internazionale torni in Italia, ma difficilmente questa estate i turisti italiani andranno in giro per il mondo, dobbiamo quindi lavorare sul turismo interno, italiano, di prossimità.